bloud nasce dal vuoto, di quel vuoto si nutre e in quel vuoto spera di rimbombare

Vorrei poter credere, come tutti sembrano fare in questi giorni, che le manifestazioni sempre più frequenti e frequentate siano sintomo di una profonda voglia di cambiamento degli italiani.  Vorrei potermi fidare dei sondaggi e ritenerli indicativi del fatto che la gente abbia voltato le spalle a questo governo e sia pronta ad andare oltre.

Credere a tutto ciò vorrebbe però dire attribuire ai popoli e nello specifico al popolo italiano una capacità di giudizio e un’elasticità di pensiero che sinceramente non credo gli appartenga.

Basta osservare ciò che forma l’opinione pubblica e il modo in cui questa si muove, per avere il dubbio che gli scontenti di oggi siano un fenomeno importante quanto naturale e passeggero e non il simbolo di una raggiunta maturità e una comune voglia di cambiamento.

Politicamente si possono dividere gli elettori in due categorie: gli schierati e gli indecisi. Le manifestazioni di questi mesi, i cortei e i sit-in sono per la stragrande maggioranza composti da persone precedentemente schierate, che non avrebbero votato centro destra indipendentemente dalle politiche di questo governo. Allo stesso modo chi vota a destra continuerà a farlo nonostante i futuri programmi del pd e i leader che proporrà`. Gli schierati perlopiu` non sono influenzabili, in quanto votano da una parte o dall’altre in base a concetti e ideali che quasi mai trovano riscontro nella realtà del partito, o in base a luoghi comuni che oggi non esistono ma che ai politici non conviene eliminare.

Allo stesso modo gli indecisi, che come risaputo alle elezioni sono decisivi, non decidono in base a fatti e dati che derivano dalla politica, in quanto la politica soltanto non fornisce prove sufficienti a formarsi un’opinione. I governi che si sono alternati negli ultimi decenni non sono mai riusciti a cambiare significativamente le condizioni delle persone, ma solo a convincere o scontentare, a seconda dello schieramento politico al quale appartenevano, pochi individui già schierati. E sono questi individui che, attraverso radio, televisioni, giornali, e conoscenze personali influenzano le scelte degli indecisi determinando il governo del paese.

Finche` la politica non comincerà ad occuparsi dei problemi reali e non dimostrerà con le sue leggi di poter influenzare la vita della gente, le persone non saranno in grado di formarsi un’opinione individuale autonoma che sia la base di un’opinione pubblica cosciente. Forse quando questo accadrà, le manifestazioni saranno sintomo di maturità e reale voglia di cambiamento. Per ora restano un fenomeno passeggero e la dimostrazione che i popoli non pensano.

 

 
  1. dino  :: 17 aprile 2011 - 11:24 pm  comment

    Condivido.Ma tutto questo vuol dire che valgono gli interessi dei pochi ,delle caste, delle lobby che controllano da sempre questo status quo in antitesi alle esigenze reali della popolazione .Cambiare tutto per per non cambiare niente,questo è l’eterno problema italiano.

  2. costanza  :: 18 aprile 2011 - 10:25 pm  comment

    in aggiunta a Dino aggiungerei che il piatto forte dei governi italiani, in modo particolare del governo Berlusconi, è far finta di cambiare al suono di fanfare per poter consolidare con leggi ad personam lo status quo

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