bloud nasce dal vuoto, di quel vuoto si nutre e in quel vuoto spera di rimbombare

Sarai in grado di capirlo solo molti anni più tardi, ma nel momento in cui nasci le scelte più importanti sono già state fatte.

Non saprai formulare parole né pensieri e per un po’ tutte le tue azioni saranno guidate solo dai tuoi istinti e dal tuo egoismo, ma gli altri già lo sapranno. Gli altri già sapranno il contesto familiare nel quale crescerai, con il suo carico di valori civili che ti verranno trasmessi. Conosceranno quale sarà la tua classe sociale e i valori sociali che ne assorbirai. Tutti intorno a te sapranno la lingua che parlerai e che questa ti impedirà di relazionarti direttamente con il resto del mondo; avranno chiara la mappa dei confini nazionali che rappresenteranno il limitato punto di vista dal quale guarderai il tutto, e sapranno che questi ti accumuneranno per sempre alla gente che li abita.

Per il resto puoi scegliere. E comincerai presto a farlo. Scegli un dio da pregare, sarà il tuo dio, diverso da quello di gente lontana e diversa, e si adatterà alle tue esigenze e al tuo stile di vita. Scegli una causa per cui lottare, che sia portata avanti da un’associazione, un sindacato, un leader o un’ideale, e non ti preoccupare se all’inizio non ti convincerà in pieno. Non sarà difficile accettarne tutte le sue contraddizioni se potrai godere anche solo di una parte dei suoi benefici. Se sei giovane e ancora non vuoi saperne di scegliere, scegli un gruppo al quale appartenere. Ce ne sono diversi, purtroppo non ti daranno alcun ideale né valore politico, ma offrono un pacchetto decisamente conveniente: con una decisione sola saprai quali vestiti indossare, a quali modelli fare riferimento, quale musica ascoltare e quali sono le differenze tra te e gli altri. Infine scegli una squadra da tifare, un partito politico da votare, un hobby con il quale tenerti occupato, un supermercato al quale chiedere la tessera punti, una palestra, una banca, dei posti da frequentare, un genere di libri da leggere, una rivista alla quale abbonarti, una lamentela da ripetere più frequentemente delle altre. A quel punto saprai chi sei. Gli aggettivi che da queste scelte deriveranno determineranno la tua persona e formeranno la tua identità. Saprai chi sono ‘i tuoi’ e chi sono ‘gli altri’.

Ma cosa succederebbe se un giorno ci svegliassimo e capissimo all’improvviso che tutte quelle categorie che per tutta la vita ci hanno divisi  in realtà non esistono?  Insomma, se non sentissimo più alcun senso di appartenenza..se non  capissimo più cosa ci fa appartenere ad una categoria piuttosto che ad un’altra e se tutte ci apparissero forzatamente create per comodità,  semplificazione o autodifesa. Forse inizialmente le cose non sarebbero facili. Perché tutto ad un tratto ci renderemmo conto che ci sono troppe bocche da sfamare e troppe ingiustizie troppo ingiuste da ignorare. Nessuno sarebbe più in grado di dirci quali morti compiangere e quali cause difendere. Realizzeremmo che, senza quelle categorie mai troppo vaste per non farci sentire persi e mai troppo piccole per non farci sentire soli, il nostro piccolo mondo coinciderebbe con il mondo intero. E tutte le cose che dalle categorizzazioni derivano  perderebbero ogni significato. Le guerre si ridurrebbero a semplice violenza e l’unica violenza esistente sarebbe quella istintiva, troppo breve per prevedere organizzazione e troppo personale per trovare alleati. La fede prenderebbe il posto della religione, la morale della politica. Sulle cose create vincerebbero gli istinti umani, vincerebbe l’umanità, e non intesa come insieme di esseri umani che abita il mondo ma come comune coscienza grezza che abita ogni essere umano del mondo. E forse, solo forse, se non ci fosse il senso d’appartenenza un altro mondo sarebbe possibile..un mondo definito dall’appartenenza ad una sola razza che non conosce niente di artificiale e finito.

 
  1. costanza  :: 10 ottobre 2011 - 2:37 pm  comment

    L’identità è il veleno, il cancro più sperzonalizzante che si possa costruire attorno agli esseri umani…….è costruita per creare un “noi” al di fuori del quale sta “l’altro”,e funziona, scalda il cuore perchè è la radice di ogni conformismo ed esaltazione, in politica, in guerra, un moltiplicatore di energie. Stringere il cerchio, sollecitare la percezione di un noi esclusivo carnale è fondamentale per la costruzione di qualunque potere….. Un estratto di Gianmarco Serra mi sembra corollario pertinete a quanto hai espresso!

  2. Paolo Maggioni  :: 11 ottobre 2011 - 11:20 pm  comment

    “Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri”. Questa è la storia della mia vita. E della mia appartenenza. Brava, bel pezzo.

  3. Vincenzo  :: 16 ottobre 2011 - 8:51 pm  comment

    Molto ben scritto..non credi quindi che l’istinto di prevalere sul proprio simile sia innato nell’uomo?

  4. author comment flavia guidi  :: 16 ottobre 2011 - 9:32 pm 

    Grazie Vincenzo. No, non credo che l’istinto di prevalere sul proprio simile sia innato nell’uomo. L’istinto di prevalere infatti nasce e si manifesta con più forza in ambiti del tutto innaturali (guerre, mondo del lavoro e scuola, per fare alcuni esempi). Inoltre vogliamo prevalere in quanto la società ci educa alla competizione, cresciamo con l’idea che dobbiamo puntare ad essere i migliori in determinati campi. Credo invece che l’egoismo sia innato nell’uomo ma che, al di fuori della società, questo non porti all’istinto di prevalere ma alla cooperazione, all’aggregazione e ad un pò di ’sana’ cattiveria che, come per la violenza, è troppo personale ed istintiva per evolversi in qualcosa di più complesso e pericoloso!

  5. Senso di Appartenenza | Informare per Resistere  :: 17 ottobre 2011 - 10:00 am  comment

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  6. lalla  :: 26 dicembre 2012 - 2:15 pm  comment

    leggo solo oggi questo post e lo trovo bellissimo. Mi permetto di consigliarti, in merito alla natura umana, la visione di questo doc. della BBC del 2007:
    http://www.bloud.it/2011/senso-di-appartenenza.html

    ne vale la pena, secondo me

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